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POLITICA
11 aprile 2008
VELTRONI SINDACO DI ROMA
Tutti gli atti di 7 anni di Veltroni - Un bilancio

* L’aumento di quasi 2000 licenze nel settore dei taxi
* l’avvio dei cantieri della metro B1, della linea C e la progettazione delle linea D.
* L’approvazione del nuovo Piano regolatore generale
* il raddoppio dei posti negli asili nido romani con 8.300 posti in più.
* la costruzione della nuova fiera di Roma
* l’apertura dell’Auditorium e la nascita della festa del cinema.
* La crescita economica record, il boom del turismo
* l’avvio dei cantieri per musei quali Macro e MAXXI e del nuovo centro congressi all’Eur, la nuvola di Fuksas.
* 100.000 persone assistite in più dal 2001 nel campo delle politiche sociali e 75.000 buoni casa per cercare di aiutare i cittadini schiacciati dallo sfratto o dal caro affitti.
* oltre 20.000 alloggi popolari saranno costruiti a Roma nei prossimi anni

vengono inauguaTe opere strategiche per cultura, crescita economica e viabilità: si va dall’Auditorium di Piano (il più grande complesso multifunzionale d’Europa), alla nuova Fiera di Roma, fino al passante a Nord-ovest, lo svincolo Tintoretto e l’avvio del raddoppio della Tiburtina (cantieri aperti in questi giorni).

Sotto la sua aministrazione vengono poi impostati progetti destinati a contrastare il traffico di superficie. Vengono aperti i cantieri per la linee metro B1 e C e nel 2009 si inaugureranno quelli per la linea D. Tra qualche anno si sentiranno i benefici di queste decisioni e la rete passerà da 482 km e 168 stazioni a 598 Km e 298 stazioni. Tra i grandi numeri da ricordareanche quelli della battaglia con i tassisti che ha portato a 2000 licenze (prima 1450 e poi altre 500) in più e quelli relativi al raddoppio dei posti negli asili nido romani. Alcune mamme ci hanno scritto lamentadosi che i posti ancora non bastano. Sono però il doppio rispetto al 2001 (+8300 unità)

Sul sociale il sindaco si impegna su diversi fronti. Per fronteggiare l’emergenza sfratti ed il caro affitti distribuisce 70.000 buoni casa. Oltre 20.000 saranno invece gli alloggi popolari che verranno costruiti a Roma nei prossimi anni. Nasce poi la Sala operativa sociale, la teleassistenza ed il telemonitoraggio. E dal 2001 ad oggi oltre 100.000 persone in più all’anno vengono assistite dai servizi sociali del comune.

Da segnalare poi, in ordine sparso, anche altri provvedimenti. Durante i suoi anni al Campidoglio Veltroni inaugura i lavori per la città dei giovani di Rem Koohlas agli ex Mercati Generali, per la nuova Stazione Tiburtina di Paolo Desideri e per la Città dello sport di Calatrava aTor Vergata. Tutti progetti in corso di realizzazione con scadenza 2009-2010.

Rinascosno i musei capitolini con la nuova sistemazione interna e la nuova sala di cristallo per il Marco Aurelio di Aymonino. Contro degrado e abusivismo vengono smantellati decine di campi Rom (ma il problema resta) e si intensifica l’azione contro l’abusivismo edilizio con centinaia di demolizioni soprattutto sulla via Appia. Si riqualifica piazza Vittorio spostando il mercato al chiuso e si abbattono le antenne alla scuola Leopardi, causa di elettrosmogh a Monte Mario. Nasce lo 060606.

L’economia, infine. I tre asset principali della crescita record di Roma sono il turismo, il commercio e l’industria. Sul fronte turismo Roma si avvicina alla soglia dei 30 milioni di arrivi (quest’anno 27 mln). L’economia romana, invece, continua a correre a ritmi molto elevati con un’impennata particolarmente forte nel quinquennio che va dal 2001 al 2005 quando il Prodotto interno lordo cresce del 6,8% (dati Censis) e la crescita delle imprese tocca il +9,2% contro il4,5% su base nazionale. Buono anche l’aumento dell’occupazione che nello stesso periodo cresce del +4% attestandosi al 49,2% contro una media italiana del 45,3% (nel 2007 è al 61,4%), ed il calo della disoccupazione che va dall’ 11,1% al 6,5%. Oggi è al 7,2%.

E' un caso se è stato candidato tra i migliori 3 sindaci d'Europa e tra i 50 migliori sindaci del mondo? EVIDENTEMENTE NO!




permalink | inviato da gvenditti il 11/4/2008 alle 10:58 | Versione per la stampa
POLITICA
8 aprile 2008
COME SI VOTA?

In queste elezioni il rischio di... distrazione fatale è alto.

Come sappiamo
PD e Italia dei Valori sono apparentati.

Nella scheda questa alleanza si traduce in un rettangolo che racchiude entrambi i simboli.


E allora?

Semplice: bisogna stare attenti a
NON passare
con la matita il confine tra i due simboli;
 
chi vota PD, non deve invadere lo spazio
dell'Italia dei Valori (e viceversa),
 come si vede bene nell'immagine

UN SOLO SEGNO SU UN SOLO SIMBOLO


PS: NON SOVRAPPONETE LE SCHEDE DURANTE IL VOTO!






permalink | inviato da gvenditti il 8/4/2008 alle 21:50 | Versione per la stampa
ECONOMIA
8 aprile 2008
CONFRONTO TRA POLITICA ECONOMICA DI DESTRA E SINISTRA




permalink | inviato da gvenditti il 8/4/2008 alle 14:49 | Versione per la stampa
POLITICA
12 marzo 2008
CONTI PUBBLICI IN SALUTE
Guardare i fatti è una pedanteria che dovrebbe precedere e guidare il giudizio. Guardiamoli allora per un momento, i fatti, e consideriamo l’andamento della spesa pubblica nel decennio.

Per anni, invece di fare si è disfatto; ma nel 2006 e 2007 si è fatto. Tra il 2000 ed il 2005 la spesa corrente primaria (cioè al netto degli interessi sul debito e degli investimenti pubblici) è passata dal 37,3 per cento del Prodotto interno lordo (Pil) al 40 per cento. Un massimo che non avevamo mai raggiunto, neppure quando l’Italia toccò il fondo all’inizio degli anni ’90.

Nel biennio 2006-2007, l’inversione di tendenza. Nel 2006 la spesa corrente primaria smette di salire rispetto al Pil per la prima volta dopo cinque anni; e per il 2007 i dati finora noti (i primi dieci mesi) segnalano una riduzione non solo rispetto al prodotto ma perfino in termini assoluti. Ciò è certo dipeso anche dalla ripresa economica. Ma le più recenti informazioni diffuse dall’Istat segnalano che la spesa corrente primaria nei primi tre trimestri del 2007 ha addirittura dimezzato la sua velocità rispetto all’analogo periodo del 2006. Nel complesso, si può stimare che la crescita annua della spesa corrente primaria nel biennio 2006-2007 sia stata intorno al 3,5 per cento, mentre nel 2001-2005 era stata superiore al 5.

L’anno passato ci sono stati interventi di aumento della spesa per finalità sociali e di investimento pubblico in giugno e in settembre (aumento pensioni basse, bonus per incapienti, investimenti in infrastrutture, ecc.); ciò nonostante la spesa corrente primaria dovrebbe risultare sostanzialmente in linea con quella prevista nel marzo 2007. Come a dire che le nuove spese sono state compensate da altre minori spese. La stessa riduzione del deficit al di sotto di quanto fissato a fine settembre nasce in gran parte dal rallentamento della spesa, non solo da maggiori entrate.

Il confronto internazionale
Se spingiamo la pedanteria sino al confronto internazionale, vediamo che se la spesa per interessi e la spesa per pensioni fossero in linea con la media degli altri Paesi dell’euro, spenderemmo 85 miliardi in meno all’anno: 30 miliardi in meno per interessi sul debito e 55 per pensioni. Pensioni e interessi sembrano spese del tutto diverse, ma hanno molto in comune: toccano vastissimi strati di popolazione e hanno origini lontane, perché i diritti pensionistici e il debito sono stati entrambi portati fuori linea da promesse fatte senza consultare chi avrebbe dovuto poi mantenerle (i bambini e i non nati di allora). Per il resto, la spesa pubblica italiana non è fuori linea; anzi, in campi come le ricerca, la cultura, gli ammortizzatori sociali, le infrastrutture essa dovrebbe aumentare, non diminuire.

La spesa non è tutta uguale
La spesa non è tutta ugualmente produttrice di utilità: utilità nella forma di istruzione, sicurezza, giustizia, strade e treni, aria e acqua pulita, sostegno ai poveri (in Italia e nel mondo), cure ai malati. La spesa è certamente inutile quando produce un servizio a costi superiori al minimo indispensabile. Gli esempi abbondano: un chilometro di autostrada o ferrovia pagato il doppio del prezzo medio europeo; impiegati comunali o regionali in numero triplo o quadruplo, rispetto alla popolazione, di quello riscontrato in Comuni o Regioni dove il servizio reso è di qualità uguale o superiore; lauti affitti per stabili occupati solo in piccola parte; forniture di materiali a prezzo di affezione. Confrontando istituti scolastici, tribunali, prefetture, università e via dicendo si trovano sconcertanti diversità di efficienza.

In venti mesi alcuni sì e molti no.
L’inversione di tendenza che stiamo intravedendo è frutto di più attento controllo amministrativo (si sono detti in questi venti mesi di Governo alcuni sì, e molti, moltissimi no) e di specifici interventi, che spesso sfuggono ai commentatori economici e all’opinione pubblica. Nello stesso tempo si è avviata una attenta revisione dei meccanismi che generano la spesa pubblica. La nuova classificazione del bilancio per missioni e programmi, l’avvio sistematico di analisi della spesa dei ministeri, il disegno di legge sul federalismo fiscale, sono tutti passi necessari per contenere la spesa e per migliorare la qualità dei servizi offerti ai cittadini. Permangono sacche di inefficienza, sprechi, scarsa qualità dei servizi. Ma vi sono anche unità che raggiungono prestazioni di grande rilievo, punte di eccellenza paragonabili ai migliori esempi stranieri.

Diamo un'occhiata ai dati UFFICIALI di BANKITALIA:

Dai riscontri di Palazzo Koch emerge che al 31 dicembre dello scorso anno, il debito delle amministrazioni pubbliche è risultato pari a 1.596.762 milioni - il 104% del Pil - rispetto al dato di 1.575.636 milioni riscontrato nel 2006, pari al 106,5% del Pil. Una differenza sostanziale di due punti e mezzo percentuali che trova riflesso anche nel fabbisogno complessivo delle amministrazioni pubbliche, che nel 2007 è stato pari a 30.534 milioni, il 2% del Pil, contro il dato del 2006 che parlava di un fabbisogno di 54.380 milioni, equivalente al 3,7% del Pil.

Nei due anni il fabbisogno al netto delle dismissioni mobiliari - spiega Bankitalia - è stato pari, rispettivamente, al 2,2 e al 3,7 per cento del prodotto interno lordo. Le notizie che arrivano dall'Istituto centrale non potevano non lasciare il sorriso sulla bocca del ministro dell'Economia uscente Tommaso Padoa-Schioppa.

“Il dato diffuso oggi dalla Banca d'Italia - ha detto il titolare del Tesoro - sull'andamento del debito pubblico nel 2007, diminuito di 2 punti e mezzo di Pil rispetto al 2006, è migliore delle stime del governo e costituisce una conferma altamente positiva della validità dell'azione di risanamento dei conti pubblici realizzata dal governo Prodi”.

Positivo il commento del responsabile Economia del Partito democratico. “Il rapporto di Bankitalia registra, con l’autorevolezza che lo contraddistingue, un risultato storico per la finanza pubblica italiana: il calo del debito di 2 punti e mezzo sul Prodotto interno lordo, il calo del fabbisogno da crica il 4% al 2% del Pil e il confortante sulle entrate tributarie del 2008, in aumento di più del 10% rispetto all’anno precedente, in gran parte grazie ai risultati della lotta all’evasione fiscale”.

Secondo Tonini, “si tratta di risultati straordinariamente positivi, ottenuti grazie all’azione del governo Prodi e costituiscono la migliore eredità per la prossima legislatura. L’andamento positivo dei conti pubblici consente ora di portare avanti una strategia di riduzione della pressione fiscale, in particolare sui redditi medio bassi, che consenta quel sostegno alla domanda interna che è indispensabile per affrontare il nodo fondamentale dell’economia italiana, che è e resta il livello troppo basso della crescita”.

Lo stato di salute dei conti è una buona base da cui partire. Ecco l’eredità del governo Prodi, ben diversa da quella ricevuta dopo i cinque anni di cura Berlusconi-Tremonti. “Gli italiani – afferma Tonini – a poche settimane dal voto, sapranno ricordare come nel quinquennio del governo Berlusconi tutti gli indicatori di cui parla oggi Bankitalia erano al rovescio, con il debito in salita, la spesa pubblica cresciuta di 2 punti sul Pil e l’evasione fiscale arrivata alle stelle, anche grazie alla funesta strategia dei condoni”.



permalink | inviato da gvenditti il 12/3/2008 alle 14:5 | Versione per la stampa
POLITICA
7 marzo 2008
GRANDE INNOVAZIONE NELLE LISTE DEL PD


I dati esposti da Franceschini durante la conferenza stampa forniscono la cifra di quest’opera di rinnovamento. “Non sono stati ricandidati 134 eletti nel 2006, nelle liste di Camera e Senato sono presenti 379 donne, pari al 42%; le donne elette nelle liste dell'Ulivo erano 52, ne verranno elette nel Pd da 100 a 130, in base al risultato delle elezioni, 10 sono capilista e 22 sono presenti nelle teste di lista e anche questo è un dato senza precedenti. siccome siamo persone serie, abbiamo deciso di mantenere gli impegni”.

“I nuovi parlamentari saranno tra 125 a 248 e circa la metà non viene né dai Ds né dalla Margherita – sottolinea il numero due del Pd – sono personalità che hanno formato la ricchezza del Pd. Nelle liste della Camera ci sono 190 candidati sotto i 40 anni il doppio di quelli della passata legislatura presentati sotto il simbolo dell'Ulivo, pari al 30%, di questi 4 sono capilista, seguiti dal segretario del Partito e ne saranno eletti da 30 a 60, rispetto ai 12 presenti nei gruppi dell'Ulivo. Ci auguriamo – conclude del Pd – che tutti gli altri partiti facciano qualche passo in questo senso, raddoppiando il numero delle donne, ampliando la presenza dei giovani e delle personalità che non hanno alle spalle militanze di partito, per noi è soltanto l'inizio del cambiamento”.

Di seguito il dettaglio delle liste.

>>>> Liste candidati alla Camera dei Deputati

>>>> Liste candidati al Senato della Repubblica

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permalink | inviato da gvenditti il 7/3/2008 alle 14:34 | Versione per la stampa
POLITICA
4 marzo 2008
PROGRAMMA PDL: LIBRO DEI SOGNI! COPERTURA SPESE SOLO PARZIALE
Il programma elettorale del Pdl non ha la copertura sufficiente, al momento visibile, per mantenere gli impegni. E' quanto emerge da un'analisi del Sole 24 Ore, che mette a confronto le promesse di Walter Veltroni e Silvio Berlusconi con i relativi costi.

Da quanto rileva l'analisi del quotidiano economico, il programma del PDL ha un costo che oscilla tra i 72 e gli 82 miliardi, mentre la copertura al momento espressa, però, è di appena 33,35 miliardi. Quello del PD prevede una spesa di circa 19-28 miliardi la cui copertura arriva a 18,35 miliardi. Veltroni fa però notare che il costo per portare i salari dei lavoratori a 1000-1100 Euro non è da addebitare allo Stato ma alle imprese, pertanto il programma sarebbe pienamente coperto.

Per il centro-destra la priorità è quella delle tasse: via Ici, Irap e tagli Irpef: l'obiettivo è far scendere dal 43,33 a sotto il 40% la pressione fiscale. Secondo il Sole 24 Ore, ciò porterà a un taglio di 53 miliardi per le casse dello Stato. La copertura è affidata alla lotta all'evasione fiscale, affidando ai Comuni il 30% di compartecipazione sulle somme recuperate.

Il PD punta a togliere un punto di Irpef all'anno per tre anni, con un taglio da circa 6,8 miliardi ogni 12 mesi per le casse pubbliche. La copertura è affidata al recupero dei evasione fiscale basato su controlli severi e frequenti.

I programmi sono molto diversi in tema di lavoro: Veltroni punta sul salario minimo a circa mille euro mensili per i precari, caricando l'extra costo sulle imprese alle quali spetterebbero, però, incentivi sulle assunzioni. Berlusconi punta su una strategia più liberale, estendendo la legge Biagi e completando la Borsa lavoro.

Insomma amici, il Sole 24 ore è un giornale serio e imparziale, dunque non facciamoci prendere in giro con un libro di sogni e belle promesse che finiranno per pesare sul lungo periodo sempre sulle nostre tasche, ma valutiamo onestamente e serenamente il programma più credibile, realistico e attuabile, per il Bene del Paese e di tutti noi cittadini.




permalink | inviato da gvenditti il 4/3/2008 alle 5:6 | Versione per la stampa
POLITICA
4 marzo 2008
NUCLEARE: VANTAGGIOSO O SUPERATO?

Berlusconi, dimenticando la volontà espressa con un Referendum, anzichè interpellare nuovamente i cittadini per vagliare il loro parere dopo 20 anni, decide per tutti un ritorno al nucleare, ma siamo sicuri che questa sia una scelta innovativa e che guardi al futuro?

Vogliamo davvero il Nucleare o altre fonti di energia piu pulite e rinnovabili per il nostro futuro? La Germania prevede l'abbandono del Nucleare entro il 2020, e presto seguiranno questa linea anche gli altri paesi europei. In Italia
ci vorrebbe una centrale per regione per coprire il 30% del fabbisogno energetico, ma ci vorrebbero anche almeno 10 anni per costruirle e si ripagherebbero dopo 40-50 anni di attività, ovvero quando in Europa le avranno abbandonate in favore di altre fonti, e noi ci troveremo come al solito in controtendenza ed in ritardo. Tra l'altro non costerebbe di meno nelle tasche dei cittadini, perchè 1 kW/h costerò uguale sia che ci derivi dal nucleare sia da altre fonti: non provvederanno mai a riabbassare i prezzi! E se non riusciamo a smaltire l'immondizia di Napoli, figuriamoci poi le scorie nucleari... e infatti il programma di Berlusconi non prevede come smaltire tali scorie. Ma vediamo nel dettagli gli svantaggi:

a) L'uranio ed il plutonio da cui si ricava energia nucleare è una fonte non rinnovabile, come petrolio e gas. Ai ritmi attuali di utilizzo sarà esaurito prima del petrolio, si stima intorno al 2040. Chiaramente se salissero i ritmi di utilizzo finirebbe prima. Infine considerando l'aspetto economico, quando si andrà verso la scarsità di uranio i prezzi aumenteranno a dismisura.. E l'Italia sarebbe importatrice di Uranio..

b) Attualmente la tecnologia nucleare è alla cosiddetta terza generazione. Tecnologicamente parecchio avanzata, si sta tuttavia studiando il nucleare di quarta generazione. Dato che per la realizzazione di una centrale nucleare servono ALMENO 10 anni quando noi avremmo ultimato un'eventuale centrale di terza generazione, noi saremmo appena arrivati al terzo, in ritardo rispetto agli altri paesi.

c) L'Italia ha fermato da più di 20 anni la ricerca al nucleare. Ricostruire ora centrale vorrebbe dire importare anche le tecnologie e questo significa aumento dei costi.

d) I siti di stoccaggio delle scorie e di costruzione delle centrali non ci sono. La gente protesta per le discariche, per i rigassificatori e addirittura per le centrali eoliche! Quale comune vorrebbe accettare una centrale nucleare?
Se sono così sicure infatti, perchè nessuna Assicurazione prevede assicurazioni per eventuali danni causati dalle centrali?

CONSIGLIO di guardare il video di RUBBIA: http://www.annozero.rai...


Non è forse meglio investire per guardare in una direzione diversa e più innovativa, per trovarci al passo col resto d'Europa in futuro?






permalink | inviato da gvenditti il 4/3/2008 alle 2:55 | Versione per la stampa
POLITICA
1 marzo 2008
ALMUNIA: STOP A PROCEDURA CONTRO L'ITALIA

Il Pil nel 2007 è aumentato dell'1,5%. Il deficit pubblico scende al +1,9%

ROMA - L'Italia, cresce poco, ma nell'ultimo anno il deficit pubblico si è ridotto di molto a causa dell'incremento della pressione fiscale tanto che il commissario Ue agli Affari economici, Joaquin Almunia, ha confermato che «alla fine di aprile sarà chiusa la procedura per deficit eccessivo nei confronti dell'Italia».

ISTAT - I dati economico sono dell'Istat, che ha comunicato che il Pil (prodotto interno lordo) nel 2007 è cresciuto dell'1,5%. Secondo le ultime previsioni del governo, che risalgono a novembre, la crescita si sarebbe dovuta attestare sull'1,9%. Cala invece il deficit pubblico che nel 2007 si è attestato al 1,9% del Pil, il livello più basso dal 2000 quando si attesto allo 0,8% grazie alla gara Umts. Il risultato è migliore del 2,4% stimato dal governo con i provvedimenti programmatici messi a punto lo scorso settembre. L'avanzo primario ha toccato nel 2007 il 3,1% del Pil contro l' 1,3% del 2006. Si tratta del risultato migliore dal 2001 (quando si attestò al 3,2%). Lo rende noto l'Istat.

PRESSIONE FISCALE - L'ottimo risultato sui conti pubblici si è però ottenuto a scapito di un incremento delle tasse. La pressione fiscale infatti, sempre secondo l'Istat, salita nel 2007 al 43,3% del Pil, il massimo dal 1997, l'anno dell' «Eurotassa» nel quale tocco il 43,7%.

ALMUNIA - «Quella sul deficit italiano nel 2007 è una notizia molto buona, soprattutto se si considera che la crescita economica nel 2007 è stata più bassa del previsto», ha commentato Almunia i dati dell'Istat, confermando che «alla fine di aprile sarà chiusa la procedura per deficit eccessivo nei confronti dell'Italia».




permalink | inviato da gvenditti il 1/3/2008 alle 18:39 | Versione per la stampa
POLITICA
1 marzo 2008
COL MILLEPROROGHE VANTAGGI E SALARI PIU ALTI
Il decreto milleproroghe è diventato definitivamente legge, con il via libera ottenuto dal Senato.

All’interno del provvedimento, l'aula ha anche dato il placet all'ordine del giorno, presentato dalla Sinistra arcobaleno, che prevede l'utilizzo del tesoretto per la riduzione delle tasse sui salari più bassi. "
Era possibile intervenire prima delle elezioni per aumentare i salari e le detrazioni fiscali, ma essendo le Camere sciolte serviva l'unanimità delle forze politiche e Forza Italia ha reso impossibile procedere". Lo dice il segretario del Pd, Walter Veltroni, durante la registrazione della puntata di 'Tv7' che in onda su Rai Uno. Veltroni spiega che il Pd aveva presentato un emendamento da inserire nel decreto 'milleproroghe' proprio per intervenire immediatamente a sostegno dei salari: "Avremmo potuto fin da ora determinare un incremento dei salari e delle detrazioni fiscali, ma con le Camere sciolte serve l'unanimità. Si è opposta un solo partito: Forza Italia".

Nell’ultima fase di vita, il Governo dunque si impegna a "ad emanare un provvedimento urgente con il quale predisporre una prima detrazione per i redditi da lavoro dipendente più bassi". In un secondo momento, con successivi provvedimenti, Palazzo Chigi definirà anche "lo stanziamento definitivo per tale detrazione".
Tutto questo dopo che il Governo stesso, con la trimestrale di cassa di marzo, ha rilevato maggiori entrate tributarie. Il provvedimento inoltre sarà presente da oggi in Gazzetta Ufficiale.

Il documento, che passa da 52 a 108 articoli, presenta numerose novità. Si va dalla rateizzazione fino a 6 anni dei debiti fiscali e contributivi al potere di concedere la rateizzazioni delle cartelle esattoriali affidato direttamente a Equitalia, fino alla rottamazione di autovetture e due ruote. A partire dal 1° giugno 2008, poi, le cosiddette cartelle mute, senza il responsabile del procedimento, saranno nulle. Per quelle emesse prima, invece, la mancanza del responsabile non sarà causa di nullità. Novità anche per il modello 770 del 2008: il termine per la trasmissione al Fisco della dichiarazione dei sostituti d'imposta viene fissato al prossimo 31 maggio, anziché al 31 luglio.

Nel provvedimento c'è anche la norma che consente di colmare il vuoto retributivo per i lavoratori che alla data del 31 dicembre sono andati in pensione, ma avrebbero potuto ricevere il rateo di pensione soltanto con la finestra di uscita prevista dalla riforma sul welfare. Ora al lavoratore, con il reintegro nel posto di lavoro, è garantita la retribuzione fino al trattamento di quiescenza.

Ora poi si potranno rottamare anche i ciclomotori e non solo le moto. Infatti la norma prevede che in caso di acquisto di un motociclo fino a 400 centimetri cubici nuovo Euro 3 si potranno rottamare motocicli o ciclomotori Euro 0, ottenendo un contributo di 300 euro e l'esenzione dalle tasse automobilistiche per un anno. Il costo della rottamazione è a carico dello Stato fino a 80 euro per ciascun motociclo e fino a 30 euro per ogni ciclomotore.

Novità inoltre anche per i soci delle banche popolari che al 31 dicembre scorso avevano una partecipazione superiore allo 0,5%: ora hanno due anni e non più uno per rientrare nel limite fissato dal Testo unico bancario. Sessanta milioni di euro arrivano per l'emergenza rifiuti, fondi ben al di sotto delle richieste del commissario De Gennaro, ma il Governo si è impegnato a trovare i 50 milioni che mancano all'appello.



permalink | inviato da gvenditti il 1/3/2008 alle 12:0 | Versione per la stampa
POLITICA
1 marzo 2008
FINANZIARIA 2008: ECCO LE NOVITA'
FINANZIARIA 2008. Via libera agli sconti fiscali. Ci sono le agevolazioni per chi acquista un computer, le detrazioni per chi ha una casa in affitto e per i giovani che intendono andare a vivere da soli. E’ previsto anche un bonus per la formazione degli insegnanti e per le spese degli asili nido. Sono state introdotte delle detrazioni per gli abbonamenti del trasporto pubblico: confermate quelle per le ristrutturazioni edilizie.

Servizi di trasporto
“Sconto fiscale” per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2008 per l'acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico, nella misura del 19% e per un importo non superiore a 250 euro.

Sconto fiscale sull'affitto
Lo scopo è facilitare l'affitto di un appartamento per i giovani - single o coppie, non fa differenza - tra i 20 e i 30 anni. Per questo è prevista la possibilità di detrarre dalle tasse una parte del canone. Per l'esattezza:

- per un reddito fino a 15,493,70 euro (gli ex 30 milioni di lire) si possono detrarre dalle imposte sui redditi 991,59 euro;
- per un reddito fino a 30.987,41 euro (60 milioni di lire) si possono detrarre 495,79 euro.

L'agevolazione è valida solo per i primi tre anni di affitto. La legge pone come condizione che la casa sia "da destinare a propria abitazione principale, sempre che la stessa sia diversa dall'abitazione principale dei genitori". Si tratta di una buona spinta iniziale che avrebbe, peraltro, l'effetto di spingere l'inquilino a chiedere la registrazione del contratto di locazione (ovvia condizione per beneficiare della detrazione) e quindi di fare emergere gli affitti in nero.

E’ previsto, inoltre, anche una detrazione per i redditi più bassi, a prescindere dell’età. Spetta ai titolari di contratti di locazione di unità immobiliari da adibire ad abitazione principale, stipulati o rinnovati ai sensi della legge 431/1998: si tratta di 300 euro se il reddito complessivo annuo non supera i 15.493,71 euro e di 150 euro se il reddito complessivo supera 15.493,71 euro ma non 30.987,41 euro.

Formazione degli insegnanti
Detazione del 19% - riservata agli insegnanti di ogni ordine e grado, anche non di ruolo con incarico annuale- sulle spese sostenute per l’aggiornamento e la formazione.
L'importo massimo di spesa detraibile è di 500 euro, conseguentemente la detrazione massima è di 95 euro.

Asili nido
Proroga fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2007 della detrazione del 19% delle spese sostenute dai genitori per il pagamento delle rette relative alla frequenza di asili nido, per un importo complessivamente non superiore a 632 euro annui per ogni figlio. L'importo massimo della detrazione è di 120,08 euro.

Computer ai precari
Assegnato un contributo per l’acquisto di un pc ai collaboratori coordinati e continuativi, compresi collaboratori a progetto e titolari di assegni per la collaborazione in attività di ricerca.

Famiglie numerose
In presenza di almeno quattro figli, ai genitori è riconosciuta un’ulteriore detrazione, rispetto a quella per i carichi familiari, pari a 1.200 euro. E’ ripartita al 50% fra i genitori. In caso di genitori separati o divorziati, la detrazione spetta in proporzione agli affidamenti stabiliti dal giudice. In caso di coniuge fiscalmente a carico dell'altro, la detrazione compete a quest'ultimo per l'importo totale.

Ici
Sconto sulla prima casa fino a un massimo 200 euro per i proprietari con un reddito fino a 50 mila euro. L’ulteriore detrazione, che si somma a quella esistente di 103 euro, equivale all’1,33 per mille del valore catastale dell’immobile.
I benefici Ici per l'abitazione principale sono estesi ai soggetti che in conseguenza di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione del matrimonio non risultano assegnatari della casa coniugale.

Mutui
Da 3.615,20 euro a 4.000 mila. E’ questo l’aumento del limite massimo degli oneri, dipendenti da mutui garantiti da ipoteca su immobili contratti per l'acquisto dell'unità immobiliare da adibire ad abitazione principale entro un anno dall'acquisto, sui quali applicare la detrazione Irpef del 19%.

Riqualificazione energetica degli edifici
Proroga delle agevolazioni per la riqualificazione energetica degli edifici, per interventi su strutture opache verticali, orizzontali e finestre, per l'installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda, per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale, per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2010.
La detrazione prevista è pari al 55% delle spese sostenute, fino a un valore di 30 mila euro, da dividere in 3 quote annuali.

Ristrutturazioni edilizie
Proroga al 31 dicembre 2010 della normativa relativa alla detrazione Irpef e all'aliquota agevolata Iva al 10% relativa alle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio.


Ulteriori informazioni su "Governo Informa"



permalink | inviato da gvenditti il 1/3/2008 alle 11:39 | Versione per la stampa
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